Dialogando di storia, qualcosa ne verrà fuori!

Perdere il passato

19 gennaio 2013 Alfredo Mignini 2 Comments

Sulla distruzione degli archivi al Ruskin College (Oxford)

Un’aspra polemica si è accesa ad Oxford riguardo la distruzione (parziale) dell’archivio del Ruskin College. Si tratta di un’università famosa per aver assicurato l’accesso alla formazione a migliaia di persone provenienti dalla classe operaia, esponenti sindacali e attivisti politici che ne sarebbero stati esclusi per via delle loro origini socio-economiche o dell’età avanzata.
È per questo che nel 1899 Charles A. Beard e Walter Vrooman hanno fondato questo college[1] ed è per questo che l’archivio dei suoi studenti conteneva le tracce dei loro interessi di studio, ma anche delle loro battaglia politiche e sindacali, le lettere e molto altro[2]. Tuttavia, i vertici del College hanno fatto orecchie da mercante e si sono giustificati con l’applicazione della legge sulla privacy e dei problemi legati allo spazio[3], sebbene in molti abbiano fatto presente la possibilità di salvare il materiale: la legge permette infatti di conservarlo a scopo di ricerca “storica o statistica”[4].

Cartello in una manifestazione del TUC (20 ottobre 2012)

Cartello in una manifestazione del TUC (20 ottobre 2012)

Hilda Kean, studiosa di storia sociale, Public History e con la passione per le tendenze storiografiche messe ai margini dalle accademie (ad oggi, è una delle poche a studiare storicamente la relazione fra esseri umani e animali [5]), ha lanciato una petizione che ha in poco tempo raccolto più di 7.000 sottoscrizioni. Un successo che forse getta una luce nuova sulla consapevolezza storica diffusa delle molte generazioni che hanno attraversato — direttamente o indirettamente — un’istituzione di quel tipo, raccogliendo poi ovviamente un largo consenso anche nel resto del mondo.
Lo si è visto nei molti commenti che sono arrivati con le firme e che hanno sollevato i diversi aspetti per i quali la distruzione di questo archivio è una perdita collettiva: «Mio padre fu uno dei primi laureati al Ruskin. Lo frequentò tramite una borsa della Worker’s Educational Association […] Dopo la laurea andò a lavorare alla Toynbee Hall. Poi venne la Seconda Guerra Mondiale (si unì all’aviazione). Non riesco a concepire, come storico, che questa distruzione venga giustificata…». Oppure: «Mio padre fu fortunato abbastanza da guadagnarsi una borsa per il Ruskin dalla National Union of Mineworkers (sindacato dei minatori, ndr) dopo la guerra. I suoi studi spiegano in larga parte perché non sono oggi un minatore. O almeno un ex minatore. Questi documenti sono d’importanza internazionale»[6].

Ad ogni modo, sebbene l’ultima parola sulla vicenda debba ancora essere scritta[7], una parte molto importante dei documenti conservati è già andata distrutta. Un’altra parte, invece, è stata fortunatamente salvata, passando in mano al Bishopgate Institute.

Non stupisce, però, che attorno a questa decisione così goffamente manageriale si risvegliasse l’interesse di una larga comunità. Il Ruskin College di Oxford, infatti, è stato a cavallo fra gli anni Sessanta e i Settanta il centro propulsore degli History Workshop Meeting, da cui nacque la Public History. Fondato da Raphael Samuel nel 1967, il movimento si propose, valorizzando il lavoro degli «studenti-lavoratori» del Ruskin, di «mettere passato e presente in dialogo fra loro», rendendo vivo il sapere storico tramite una riflessione aperta e pubblica attraverso seminari-dibattiti per chiunque avesse a cuore i temi trattati, senza distinzioni di titolo e grado. Coltivando la «speranza che i lavoratori e le lavoratrici […] prendano in mano la scrittura della loro storia, invece di lasciarla all’Accademia o lasciare che vada perduta»[8].

Intanto, affinché neanche questa storia vada perduta, sul sito del History Workshop Movement è stato da poco resa disponibile gratuitamente l’intera collezione dei pamphlet (13, stampati fra il 1970 e il 1973) e dei volantini e altri materiali relativi ai meeting (con una più lunga spiegazione della genesi del movimento).

Vi presentiamo il primo pamphlet qui sotto. Buona lettura!

History Workshop Pamphlet 1: A Glossary of Railwaymen’s Talk

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2 Comments → “Perdere il passato”

  1. come puoi 4 years ago   Reply

    ma io non credo che sia giusto quello che tu scrivi

    • Alfredo Mignini 4 years ago   Reply

      Intendi.. in generale o in qualche passaggio specifico? (scusa, stavamo facendo degli aggiornamenti sul blog e forse un pezzo del tuo commento è andato perso..)

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